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Ortofrutta: il valore delle fiere

Tra Italia ed Europa, le migliori esposizioni dove è presente Granfrutta Zani

di Elisa Zani

Molti cambiamenti hanno interessato negli ultimi anni il sistema fiere. La domanda di maggiore utilità di questi momenti di incontro ha portato gli organizzatori a migliorare e focalizzare la loro proposta o a perdere inevitabilmente pubblico. Di certo il Covid ha dato un’accelerazione a un necessario processo di miglioramento del servizio offerto e in uno scenario di profondo cambiamento del settore, riteniamo possano esserci le condizioni per riportare l’Italia al centro del discorso ortofrutticolo, magari proprio con un evento fieristico di spessore internazionale e capace di generare interesse e partecipazione da tutto il mondo.

In Europa, il mondo dell’ortofrutta ha storicamente due riferimenti: BERLINO, con Fruit Logistica, sempre in calendario agli inizi di febbraio, e MADRID, con Fruit Attraction ai primi di ottobre.
In Italia gli eventi fieristici dell’ortofrutta sono due: MACFRUT, che si tiene in Romagna nei primi 15 giorni di maggio, e MARCA FRESH, in programma a inizio anno a Bologna, giunta alla quarta edizione e nata come spin-off di Marca, esposizione dedicata ai brand commerciali.

Il Fruit Attraction di Madrid è certamente una delle fiere più importanti in Europa, con numerosi buyers italiani ed esteri. Vantaggio dell’evento spagnolo è nel calendario: a inizio autunno è possibile fare incontri e stipulare accordi basandosi su una programmazione puntuale, con piena conoscenza della frutta a disposizione. Cade infatti in un momento dell’anno in cui abbiamo conoscenza delle produzioni sia dell’emisfero nord che sud, ed è un importante momento di incontro con gli stakeholder sia Europei e extra europei sia del Sud America.

Fruit Logistica, la fiera di Berlino, negli ultimi anni ha perso appeal, soprattutto a causa del calo della partecipazione di player dell’est Europa. In aggiunta, la facilità di programmazione di Madrid si perde in eventi come l’esposizione berlinese, in agenda a inizio anno e con minori possibilità di una programmazione esatta, con la stagione del raccolto ancora lontana per parlare di qualità e quantità. Fruit Logistica si presenta così come un evento dove ad emergere è la proposta tecnologica legata alle innovazioni agronomiche.

Granfrutta-Zani-Berlino-Fruit-logistica-2023-INTERNA

ITALIA

Il Macfrut è un appuntamento storico nella nostra Romagna, oggi ospitato alla fiera di Rimini. Potenziale vantaggio per Granfrutta Zani è la possibilità, dopo gli incontri presso lo stand, di accompagnare i clienti a visitare le aziende della cooperativa, per un più proficuo contatto diretto.

La più giovane fiera italiana del settore è Marca Fresh, la cui quarta edizione si è appena conclusa a Bologna. È una fiera di brand, supermercati e marchi di distributori. Per Granfrutta Zani il valore di questo appuntamento è nell’incontro con protagonisti di settori trasversali all’ortofrutta. Fino ad oggi abbiamo partecipato come visitatori e in futuro valuteremo una partecipazione come espositori per la promozione dei nostri brand di frutta.

La prossima fiera che abbiamo in programma è Fruit Logistica, a Berlino dal 7 al 9 febbraio 2024. Vi aspettiamo allo stand ITALY Hall. 2.2 stand A20.

ELISA ZANI – Entrata in Granfrutta nel 2003, dopo sei anni di lavoro nell’ufficio commerciale, Elisa Zani è diventata responsabile marketing della cooperativa. Laureata in Economia e Amministrazione delle Imprese, con indirizzo manageriale, Elisa si occupa del coordinamento e dello sviluppo della promozione di Granfrutta Zani e di tutti i brand di cui l’op è proprietaria, come Solatia, e distributrice (Pink Lady, Fred, Joya, Candonga, Sweeki, Dorì, Metis e Gilda).

Progetto mas-pes e frutta del territorio

L’importanza della ricerca su varietà frutticole tipiche romagnole. Obiettivi e strategie della cooperativa Granfrutta Zani

di Giuliano Donati

Ogni anno, ad agosto, Granfrutta Zani aggiorna e distribuisce ai suoi soci una Lista con le varietà frutticole indicate come più performanti, tra cui scegliere per le produzioni. Quattro di queste varietà vengono oggi dal progetto MAS-PES:

Albicocche

  • Nirosa 1
  • Alissa
  • Ariel

Nettarine gialle

  • Dulcior

Il MAS-PES è un progetto di breeding focalizzato sulle varietà autoctone di albicocche, nettarine e pesche, promosso e gestito da RINOVA, dalle cooperative del comparto ortofrutticolo romagnolo e da tre aziende vivaistiche del territorio Regionale.
Come tanti altri programmi basati sulla ricerca varietale, il MAS-PES adotta tecniche che si possono definire acceleratori di processo, che partendo dai marcatori molecolari permettono la definizione di varietà con specifiche caratteristiche di adattabilità, resistenza e gusto.
Se è vero che sono numerosi a livello mondiale i progetti incentrati sulla selezione varietale delle piante, il MAS-PES è l’unico specificatamente focalizzato sulle varietà tipiche del territorio dell’Emilia-Romagna ed è portato avanti proprio per migliorare la coltura di frutti autoctoni come albicocche, nettarine e pesche.

Granfrutta Zani sostiene questo progetto con la sua partecipazione in Rinova e contribuisce con i suoi tecnici all’individuazione delle caratteristiche varietali da promuovere nei suoi ambiti di ricerca. Questo è ciò che ci ha spinto a entrare operativamente in MAS-PES, dopo aver verificato la bontà dei risultati già conseguiti dal progetto nei suoi anni di attività.

IL CASO SHARKA – Così è comunemente conosciuta la Plum Pox Virus (PPV), malattia devastante per il genere Prunus. Si tratta di un virus che una volta contagiata la pianta altro rimedio non ha se non l’immediato abbattimento e distruzione di tutti gli esemplari infetti. Un intervento reso obbligatorio in Italia dal 1996.
Grazie al MAS-PES, è possibile selezionare alcuni caratteri (idiotipi) delle varietà frutticole capaci di tenere al riparo le piante da questo virus (attualmente solo l’albicocco) e da altre malattie, conferendo doti di maggior resistenza alla coltivazione e, di conseguenza, riducendo l’impiego di soluzioni chimiche per la tutela del frutteto.

Sostenere progetti come il MAS-PES è un investimento della cooperativa Granfrutta Zani per ridurre il rischio del socio produttore di andare incontro alle conseguenze, devastanti e costose, del dover abbattere un frutteto.

Il MAS-PES è un progetto molto importante per noi perché ragionato proprio sul nostro territorio e come Granfrutta Zani siamo voluti entrare perché abbiamo visto e apprezzato lo stato di avanzamento della ricerca.
Un esempio sono le varietà di albicocco autofertile, più resistente alle malattie, con frutti profumati e gustosi da mangiare, dal colore di fondo aranciato e faccetta un po’ rossa.
Un altro focus di ricerca è sulla frutta mignon: altissima qualità e calibro piccolo, di crescente interesse da parte del consumatore. Anche questo è un vantaggio operativo di MAS-PES, partecipare a progetti di sviluppo su varietà di nicchia e dal grande potenziale.

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È fondamentale che una cooperativa come Granfrutta Zani partecipi alla scelta del tipo di frutto che il programma MAS-PES deve ricercare, così come di immenso valore è la focalizzazione sul nostro territorio degli indirizzi di studio, con campi sperimentali negli areali di coltivazione di Faenza e Imola.

 

GIULIANO DONATI – Nato nel marzo del 1960, è stato eletto presidente di Granfrutta Zani nel 2020. Con l’azienda che conduce insieme alla sorella Rossella, dal 2005 è socio della cooperativa. Per Granfrutta Zani è stato per circa 15 anni responsabile tecnico agronomico e dello sviluppo varietale, applicandosi primariamente alla produzione integrata e al contenimento dell’impatto ambientale delle coltivazioni.

Tecnologia in agricoltura: arrivano i robot

Giornata tecnica informativa rivolta ai soci Granfrutta Zani

Presentato il Rover nato dalla ricerca dell’Università di Bologna e testato in progetti comuni innovativi

Il 24 ottobre il team tecnico di Granfrutta Zani ha organizzato nella sede di Sant’Andrea, e poi nell’azienda del Socio Paolo Zoli, una giornata tecnica e dimostrativa sulle nuove frontiere della tecnologia in ambito agricolo.
Al centro dell’incontro la presentazione delle soluzioni di robotica autonoma, in una dimostrazione capace di spiegare quello che si prospetta essere uno scenario futuro dell’agricoltura sul territorio.

Relatori dell’incontro i professori dell’Università di Bologna Lorenzo Marconi (Ingegneria) e Luigi Manfrini (Agraria). Sono stati loro a illustrare lo stato di avanzamento della meccatronica applicata all’agricoltura e a presentare le funzioni potenziali della piattaforma robotica autonoma realizzata dalla Field Robotics, società nata sull’onda degli studi di ricerca condotti proprio all’interno dell’Università di Bologna.

Tutto questo in relazione ad una gestione differente del frutteto che sia ottimizzato alla massima meccanizzazione ed automazione, si è partiti da un foglio bianco su cui poter stravolgere in parte il pregresso e creare un concetto nuovo di frutteto, capace di essere sostenibile a livello produttivo, economico ed ambientale.

Cos’è la meccatronica?

Con meccatronica si indica l’interazione di tre discipline: meccanica, elettronica e informatica. Da questa scienza ingegneristica deriva la robotica, con sistemi di produzione automatizzata, capaci di semplificare e in alcuni casi sostituire il lavoro dell’uomo.

Perché si parla di rivoluzione tecnologica per l’agricoltura?

Si parla di rivoluzione tecnologica perché l’ingresso della robotica non è solo un semplificatore dell’attività dell’agricoltore, bensì un’integrazione che prevede un nuovo approccio che coinvolge impianti, tecniche e soluzioni operative anche inedite. Il concetto del limite dei mezzi a batteria è superato in quanto il Rover può lavorare 24 ore su 24, gestendo i cicli di ricarica in completa autonomia.

Qual è l’indirizzo di questo sviluppo tecnologico?

Ciò che caratterizza la robotica in agricoltura è nello sviluppo di:

  • Soluzioni flessibili: un unico supporto capace di compiere in autonomia più funzioni quali diserbo, sfalcio, lavorazioni interfilari, distribuzione fitosanitari ed un domani potatura, raccolta…;
  • Soluzioni sostenibili: massima precisione di analisi e automazione per una gestione efficiente e puntuale delle risorse, con conseguente riduzione degli sprechi e un minor impatto ambientale;
  • Sistemi sicuri: drastica riduzione del rischio infortuni sul lavoro;
  • Sistemi integrati: struttura del frutteto adeguata alle caratteristiche della robotica per una massimizzazione degli spazi e dell’efficienza operativa della nuova tecnologia.

Queste le linee di indirizzo della nuova tecnologia da campo, focalizzata nell’ottimizzare l’intervento dell’agricoltore con soluzioni flessibili, sostenibili per l’ambiente e dal punto di vista economico, e capaci di portare a termine più operazioni agricole.

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Robotica autonoma: da cosa è composto il Rover presentato da Field Robotics?

Il Rover da campo presentato il 24 ottobre ai soci di Granfrutta Zani ha una struttura bassa capace di lavorare su pendenze anche estreme, una motorizzazione elettrica e una base neutra su cui installare diversi strumenti di lavoro, sempre intercambiabili.
Nella parte anteriore sono presenti telecamere e sensori capaci di analizzare ogni ramo, gemma e frutto, sapendo intervenire in autonomia sul compito programmato e con una precisione non inferiore a quella dell’occhio umano.
La struttura del Rover e le sue dotazioni di analisi ne permettono l’impiego su diversi compiti relativi alla gestione del frutteto. Dotato di guida autonoma, oggi richiede la costante presenza di un operatore che lo accompagni a vista mentre lui svolge tutte le operazioni richieste in base alle normative, ma per un domani è già pronto per operare in autonomia. L’analisi delle gemme, per esempio, consentirà una stima del raccolto, così come la mappatura di rami, fiori, foglie e frutti metterà il Rover in grado di discernere tra cosa potare e cosa lasciare sul filare, quando distribuire i fitofarmaci o quanto diradare.
Stesso discorso per un futuro raccolta dei frutti e la distribuzione di prodotti fitosanitari, mai così precisa e calibrata sull’esatta esigenza produttiva e della pianta.

Ora ci si pone davanti la sfida di testare e trasferire queste tecniche e tecnologie nei nostri frutteti, con una transizione graduale, sostegno ed assistenza che siano in grado di accompagnare i Soci nella direzione più opportuna per ogni singola azienda, operando e gestendola con efficienza.

di Lorenzo Donati

Articoli:

Formazione sul frutteto di domani

Agricoltura 4.0: dai dati alla massima precisione

CERTIFICAZIONI E AGRICOLTURA: VANTAGGI DELL’ESSERE SOCI

Fondamentali per vendere sui principali mercati, richiedono impegno, ma sono più facili da sostenere grazie al ruolo delle O.P. come Granfrutta Zani

di Maria Lorini

Le Certificazioni sono attestati che dimostrano la qualità del processo di produzione. In ambito agroalimentare queste riguardano la coltivazione, la lavorazione post raccolta e l’applicazione di quelle regole votate alla tutela dell’intera filiera, dell’ambiente e del consumatore.

Le Certificazioni sono un valore aggiunto e molto spesso un obbligo per poter lavorare con i principali interpreti del mercato ortofrutticolo italiano e mondiale. È per questo motivo che l’Ufficio Certificazioni di Granfrutta Zani, di concerto con l’Ufficio Tecnico Agronomico, affianca i Soci produttori in questo percorso di valorizzazione, indicando i requisiti necessari e affiancandoli negli iter di certificazione.

Ottenere le Certificazioni richiede tempo e lavoro. Un impegno ampiamente ripagato dalle opportunità commerciali che ne derivano. Anche tutti gli stabilimenti dell’O.P. Granfrutta Zani seguono infatti lo stesso percorso, operando per adeguarsi agli standard richiesti e mettendosi a disposizione per tutte le visite ispettive.

Essere Soci produttori di Granfrutta Zani significa usufruire del servizio dell’Ufficio Certificazioni e dell’affiancamento necessario all’ottenimento degli attestati, sia di quelli nazionali che esteri.

Per scoprire le nostre certificazioni, clicca qui.

Il protocollo Global G.A.P. è stato lo standard precursore, ed oggi è la certificazione fondamentale per vendere all’estero, certificazione che integra le norme di legge con specifiche disposizioni per la sicurezza alimentare, dei lavoratori e dell’ambiente. A questa certificazione si aggiunge il GRASP, che comprende anche norme sociali sui diritti contrattuali e di rappresentanza dei lavoratori.
Per le aziende a noi associate è più semplice rispettare determinati standard e ottenere le certificazioni.

Ecco perché:

FACILITÀ

_Grazie alla collaborazione tra Ufficio Certificazioni e Ufficio Tecnico Agronomico di Granfrutta Zani, è più agevole restare aggiornati su tutti gli sviluppi normativi. Negli ultimi 20 anni la normativa in materia è diventata sempre più stringente; potersi adeguare con il supporto di un Ufficio dedicato che agevola e coordina il processo di certificazione e fornisce informazioni aggiornate, aiuta l’agricoltore ad essere conforme anche alle richieste legislative;

RISPARMIO

_ Ottenere le certificazioni non prevede costi diretti. Gli unici eventuali costi sono relativi, nel primo anno, all’adeguamento delle proprie strutture e alla manutenzione delle attrezzature per restare conformi agli standard.
Sono a carico della Cooperativa infatti tutti i costi necessari alla gestione delle certificazioni interne:

  • costi che derivano dall’implementazione degli standard, per i quali la Cooperativa deve redigere documenti, inviare report informativi, eseguire analisi di laboratorio, tutte attività utili a dimostrare di essere conformi alle nuove linee guida;
  • costi delle ispezioni effettuate da parte dei clienti o degli Enti di certificazione;
  • costi di gestione delle certificazioni per l’aggiornamento e il rinnovo dei certificati, che devono essere sempre attivi e visibili dai clienti.

Per fortuna l’efficiente sistema di gestione messo in piedi dalla cooperativa porta a ridurre i costi sopra elencati: la collaborazione tra UTA e ufficio certificazione rende più valido e veloce il passaggio di informazioni che servono all’elaborazione dei documenti utili all’ottenimento della certificazione, ed il sistema di verifiche eseguite internamente, riduce il numero di ispezioni che devono fare gli enti di certificazione e i clienti per assicurarsi della qualità del prodotto venduto dalla cooperativa.

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MARIA LORINI – Responsabile delle Certificazioni Global G.A.P., Maria si impegna in Granfrutta Zani nella gestione di questo ambito dal 2005. Insieme a lei fanno parte dell’ufficio Certificazioni Enrico Galeati, Tecnico di Certificazione in azienda dal 2020, e Marco Ragni, Tecnico di Certificazione di campagna e di magazzino in azienda dal 2019. L’Ufficio Certificazioni fa parte dell’Ufficio Qualità, il cui responsabile è Enrico Foschini.

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