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Suolo: la base di un frutteto in salute

Tecniche di gestione e miglioramento della fertilità. L’importanza del ragionare sull’ecosistema

di Fabio Pattuelli

Didascalia: Compost e spandi-compost

La fertilità di un terreno è data dalla sostanza organica suddivisa in humus, ovvero la forma non mineralizzata, e da una restante parte che ha subito un processo di mineralizzazione e che rappresenta la forma disponibile per la pianta. L’obiettivo è quello di avere un adeguato tenore di fertilità che comprenda entrambe: l’humus per dare struttura e per creare una condizione adatta ad una buona vitalità microbica, e in parte anche nutrizionale, e la parte minerale, che va invece a beneficio diretto della pianta conferendo gli elementi necessari.

FERTILIZZAZIONE

Indicativamente fino agli anni Settanta, erano diffusi in provincia di Ravenna allevamenti familiari di animali da stalla e stalle da reddito, e il letame era un fondamentale strumento per arricchire i terreni.
Con il passare degli anni, gli allevamenti sono stati dismessi e al posto del letame è aumentato sempre più l’uso dei fertilizzanti chimici.

La mancanza di impianti irrigui aveva inoltre diffuso, fino agli anni ’90 del secolo scorso, l’impiego di lavorazioni del terreno che nel tempo ha portato al depauperamento della fertilità dei suoli. Successivamente, con l’avvento dell’irrigazione di precisione, si è iniziato a lasciare il prato permanente nei frutteti e a trinciare le potature.

I benefici immediati di questa inversione di conduzione agronomica sono l’aumento di sostanza organica e la possibilità di ingresso nei frutteti anche subito dopo una pioggia, con conseguente minor compattamento del suolo, altra grave insidia per la fertilità.

Infine, da 10-15 anni a questa parte, la pratica dell’utilizzo di ammendanti organici (es. compost) è diventata sempre più di frequente, grazie al prezioso lavoro di differenziazione dell’umido all’interno delle abitazioni e alla raccolta delle potature di provenienza dal verde urbano ecc.

Altri materiali ancora poco utilizzati sono gli ammendanti compostati da fanghi e i gessi di defecazione da fanghi, i quali non vanno a modificare la struttura del terreno ma apportano elementi nutritivi e modificano il Ph come nel caso dell’utilizzo del Gesso di defecazione.

Didascalia: Terreno in stato ottimale (sinistra) a confronto con un terreno asfittico (destra)

Didascalia: Distribuzione sottofila localizzata del compost

COMPATTAMENTO

Abbiamo parlato di compattamento del suolo e questo è da considerarsi un aspetto negativo per il terreno, poiché ne limita la vitalità e lo sviluppo degli apparati radicali delle piante coltivate, al pari di una cattiva gestione irrigua, causando perdita di struttura e di attività microbica, impedendo così al suolo di svolgere a pieno le sue funzioni.

Il colore del terreno ci può dare una giusta lettura dello stato in cui si trova: quando vira al grigio siamo di fronte a un terreno asfittico, mentre quando il colore tende al rosso abbiamo un eccesso di ossigeno.
In questi anni, i casi più noti di asfissia li possiamo notare negli impianti di kiwi dove a causa delle importanti distribuzioni di acqua, in concomitanza con la chiusura degli stomi fogliari per le alte temperature, le piante, non traspirando, assorbono pochissima acqua dal suolo e quella in eccesso va poi a creare i danni sopra descritti oltre che far morire le piante.
Infine, i ripetuti passaggi dei mezzi agricoli aggravano la situazione compattando il suolo.
Nel caso del kiwi, proprio in concomitanza dell’autunno si ha il maggior compattamento nel periodo in cui le piante dovrebbero creare nuovo capillizio radicale.
Una pratica molto valida per quei terreni dove si presentano queste problematiche è l’arieggiamento del suolo mediante l’utilizzo di specifici erpici a lancie che non provocano il ribaltamento del terreno, ma solo un sollevamento dei primi 30-40 centimetri superficiali, rigenerandolo.

 

La rigenerazione e la crescita di un ricco strato di humus è un processo che richiede tempo per raggiungere buoni risultati. Si tratta quindi di un necessario investimento per il futuro.

È importante quindi la conoscenza del proprio terreno affinché possano esser applicate le migliori tecniche di gestione.

Una buona gestione delle pratiche agronomiche nei terreni, ci permette di favorire una regolare vitalità del frutteto, condizione indispensabile per mettere in condizione le piante di esprimere il massimo potenziale produttivo.

FABIO PATTUELLI – Entrato in Granfrutta Zani nel 2019 a seguito di un lungo percorso formativo in Agraria, ha iniziato a lavorare come Tecnico di campagna all’interno del team Granfrutta Zani.

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